Skizzando nel vento
di Stefano Saccinto
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Genere: Narrativa
Totale battute: 527.000
Totale pagine: 131
Data inserimento: 22 luglio 2008
Presentazione:
Un quattordicenne, l'arte, il calcio ed una ragazza che profuma di gommine alla frutta
Il romanzo Schizzando nel vento è una storia di amore tra due quattordicenni che si incontrano al primo anno di Liceo in una cittadina del sud Italia non specificata.
L'epoca in cui la storia avviene è la metà degli anni novanta, quando il mito delle grandi band (Cure, Nirvana, Oasis, U2, Queen ecc...) è ormai al tramonto.
Il nostro eroe, Gabriele Barra classe 81, signore!, si affaccia al mondo delle superiori con un carico di belle speranze e con un curriculum tutto particolare: dodici canzoni scritte per pianola Yamaha per dodici diverse ragazzine che hanno illuminato i suoi giorni migliori alle medie.
Adesso è in cerca della sua musa, quella vera, è stanco delle dodici canzoni pietose che ha composto e che non ricorda nemmeno più a chi sono state dedicate, vuole tornare a suonare la chitarra, sogno mai compiuto e vuole iniziare a scrivere qualcosa di decente.
Ma la sua musa tarda ad arrivare, nel frattempo sopraggiunge una sospensione più o meno meritata, tutto va per il peggio, anche con i compiti in classe, ma nella noia del rientro a scuola qualcosa accade, qualcosa di inaspettato: la speranza gli sorride dai suoi quattordici anni, si chiama Sarah Moretti ed è una ragazzina che è sempre stata con lui abbastanza antipatica.
Tra un'interrogazione e un'assemblea di classe, tra una corsa in bici che taglia tutto il paese in una notte di pioggia e una partita di calcio, fioriscono momenti di un'intensità struggente, nei quali l'animo di Gabriele si avvicina alle più inesplorate profondità emotive, raggiunge i loro confini e ne sbocciano canzoni di una tenerezza surreale. Stavolta per chitarra. Sarah Moretti diviene la musa, Gabriele Barra, da semplice artista osservatore, diventa innamorato, scende dalla sua terrazza sul mondo, decide, per una volta, di prendersi qualcosa di buono dalla vita, si affaccia al balcone di Sarah.
Ma il loro incontro ha un sapore amaro.
Il sapore che ha ancora in bocca chiunque ha ancora il coraggio di rilanciarsi indietro in un mondo che gli è appartenuto e di cui certamente porta ancora le cicatrici: l'adolescenza.
Incipit:
Si la do
(Alla ricerca della musa ben disposta)
SETTEMBRE DI SPERANZA
Il liceo mi aveva sempre affascinato.
Me lo immaginavo come un bel posto che straripava di fanciulle-muse-ispiratrici piene di curve e di emozioni da regalarti senza pretendere nulla in cambio.
A stento ero riuscito a superare le scuole medie con un po’ di intuito e pochissima attenzione durante tutte le spiegazioni e adesso me ne stavo zitto zitto con la faccia del bambino che sa già cosa vuole dalla vita (anche se non ne avevo proprio idea, di che cosa volessi) e con i miei famosi puntini di barba già cresciuta proprio l’estate prima.
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Chi è...
Stefano Saccinto
Stefano Saccinto nasce a Canosa di Puglia il 9 dicembre del 1981. Fin da piccolo affascinato da storie fantastiche e poesia, comincia ad inseguire dall’età di nove anni il sogno di poter intessere lui stesso i racconti che più sono affini ai suoi desideri.
Il primo incontro è con la poesia, presto seguito dalla stesura dei primi racconti all’età di dodici anni. A tredici il primo tentativo di romanzo mai completato, a sedici il primo romanzo vero e proprio. Dal 1998 al 2006 stende la media di due romanzi e due opere in versi per anno, si affaccia alle case editrici fin dal primo anno della sua avventura letteraria, ma l’incontro con gli editori è tutt’altro che proficuo e spesso ad interrompere un contatto avuto è la mancanza di volontà dell’autore di apportare modifiche ai testi.
Le trame dei suoi romanzi finiscono spesso fuori genere e tra un romanzo e l’altro spesso non vi è alcun tipo di affinità. I motivi ricorrenti del suo decennale lavoro sono i contrasti tra la morte e la rinascita, tra l’amore e l’odio e tra la follia e la normalità tutti divisi da una sottile membrana che a volte per osmosi o per fatalità porta a mescere le opposte essenze creando un’alchimia che lascia poche possibilità di razionalizzazione.
Da due anni in rottura quasi definitiva col suo stesso mondo letterario, si trova ingabbiato nei labirintici disegni che nelle sue stesse opere ha trattato: nei confronti di tutto ciò che ha scritto assapora il contrasto tra appassimento dell’interesse per la letteratura e segreta volontà di ridarle vita, amore estremo per ogni parola stillata e profondo odio per l’esternazione di un universo che forse doveva restare intimo, follia di un sogno artistico inavvicinabile e normalità di una serena vita lontano da qualsiasi divagazione fantastica. |