Il sentiero del sole
di Cifariello Gennaro
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Genere: Narrativa
Totale battute: 399.000
Totale pagine: 120
Data inserimento: 20 febbraio 2008
Presentazione:
Il racconto si ispira alla condizione della donna nella Sicilia degli anni ’60, quando in Italia la rivoluzione culturale inizia a scalzare secolari abitudini e l’espansione industriale, unita all’aumento della scolarizzazione, comincia a creare la coscienza dei diritti e dei doveri individuali.
Maria nasce in una ricca famiglia contadina nel paese (immaginario) di Bizzini, in provincia di Ragusa. Studia, legge molto e sogna un destino diverso per sé, al di là dei programmi che la sua famiglia ha per lei: il matrimonio con uno dei figli del boss mafioso del paese.
Salvo è un giovane ritrovatosi prematuramente orfano. Figlio di una relazione clandestina tra sua madre ed il potente boss che l’aveva assunta come cameriera in casa. Alla sua nascita, il boss si libera dell’ingombrante vergogna, pur continuando a seguire nell’ombra la crescita del figlio.
Salvo e Maria si incontrano e, dopo qualche scontro dovuto alle diverse situazioni sociali e culturali, si innamorano in maniera totale. Ma la loro storia è contrastata dai genitori di lei e da Filippo, il primo figlio del boss che aspira a prendere il comando della potente cosca.
I due ragazzi vengono separati e tormentati in ogni modo, ma alla fine le ragioni dell’amore avranno la meglio sulla forza delle armi e della prepotenza.
La guerra, alla fine, sarà vinta dalla parte più debole in causa: le donne.
Incipit:
Bizzini, Ragusa. 1963
Gli schiamazzi delle due ragazze si perdevano nel vento che accarezzava le distese di granoturco; una gazza allargò le sue bianche ali e si sollevò in alto volando in cerchio allarmata dalle grida, poi si posò con eleganza in uno spiazzo verde all’ombra di un boschetto di acacie.
Le colline sembravano un immenso mare verde che ondeggiava secondo i capricci del vento che cambiava continuamente direzione, come la mano incerta di un amante impacciato. In lontananza, nel seno di due colli, si intravedeva un triangolo azzurro, il mare lanciava brevi bagliori bianchi nella luce del sole di quel tiepido pomeriggio di inizio maggio.
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Chi è...
Cifariello Gennaro
Mi chiamo Cifariello Gennaro, e sono nato nell’agosto del 1960 ad Ercolano, una cittadina ai piedi del Vesuvio che, all’epoca, era molto meglio conosciuta come la città romana sepolta dalla lava del vulcano nel ’79 dopo Cristo, mentre adesso si ritrova sempre più spesso nella cronaca nera per i suoi fatti di camorra.
Terminata la scuola dell’obbligo ho frequentato l’Istituto Tecnico Nautico Statale di Torre del Greco diplomandomi con la pomposa qualifica di ‘Capitano di lungo corso.’ Ovviamente le mie intenzioni erano di cercarmi un lavoro nella marina mercantile adeguato agli studi fatti, ma il destino aveva in serbo per me altre idee.
Chiamato al servizio di leva nella Marina Militare scoprivo di soffrire in maniera cronica di mal di mare, e tale stato era talmente debilitante che mi fu vivamente sconsigliato di andare per mare con qualcosa di più grosso di un canotto da spiaggia. Ritornato a casa cercai altre strade e, dopo alcuni lavori di ripiego, vengo assunto nelle Ferrovie dello Stato come macchinista. Impiego che conservo tuttora.
Nel frattempo mi appassiono alla lettura e riesco a leggere fino a dieci libri all’anno, approfittando delle tante ore passate in treno nei miei spostamenti. Tutto questo fino a quando, dopo aver letto l’intera opera di Wilbur Smith, che rimane per me uno dei maestri della narrativa straniera assieme a Ken Follet, decido di raccontare anch’io una storia.
L’idea di base era già in testa ed il resto è venuto fuori in maniera spontanea, e spero di aver messo insieme una buona storia, non eccessivamente noiosa, né tanto meno scontata nei contenuti.
Posseggo nel mio portatile altri spunti di storie di cui aspetto solo la stessa ispirazione che mi ha portato a scrivere ‘Il sentiero del sole’ di getto, e non dispero un giorno di portare a compimento la mia seconda opera. O magari l’ultima, se il giudizio dei lettori dovesse stroncare le mie aspirazioni.
Confido comunque nei giudizi lusinghieri di amici e parenti, anche se influenzati dai vincoli di fedeltà dovuti ai rapporti personali, che mi hanno incoraggiato a scrivere ancora. |