Genere: Narrativa
Data inserimento:
01 giugno 2007
Totale battute:
235.000
Il periodo di permanenzo sul nostro sito è stato prolungato di un anno.
Presentazione:
Si parte da un evento di cronaca: nell’agosto del 2004 un muratore senegalese di 27 anni di nome Cheikh Sarr muore a Marina di Donoratico per salvare un bianco che stava annegando, non vedrà mai la sua bambina di 10 mesi rimasta in Senegal con la madre e non potrà mai gioire (qualora sia in grado di farlo) della riconoscenza di un becero che se n’è andato via senza pensare alla sorte del suo salvatore.
Da qui nasce la provocazione di un vangelo moderno, irriverente, ma pieno di tanta umanità e senso di giustizia sociale.
Siamo in Borgo Cappuccini, il centro del centro di Livorno, un nero di nome Cheikh si aggira per le strade del rione e un meccanico/profeta/ubriaco di nome Battista lo riconosce come la Luce, è lui il Messia che si aspettava. Intorno un branco di scugnizzi di Livorno e ragazzi senegalesi come Apostoli, miracoli, il tempio di una Gerusalemme consumistica distrutto dall’ira del Cristo, la tentazione del Demonio, l’ira funesta della gendarmeria, una puttana di nome Divana corre in soccorso, il tradimento, la passione, un terremoto, la fuga dalla città verso sud, la fine così com’è accaduta realmente.
Intorno c’è Livorno che si muove, c’è il Senegal con la sua storia e le sue tradizioni, il confronto, l’integrazione difficile e un cammeo su Manhattan, il tutto condito dall’ironia tutta toscana, dal dialetto, dagli sperimentalismi linguistici, ma anche dalla rabbia per la scomparsa di un Cristo moderno morto e sepolto, un Cristo senza risurrezione.
Questa in definitiva è la storia di un Cristo povero, non di un povero Cristo!
Incipit:
E’ tutta colpa del morchione, quello nero che si appiccica ai vestiti e ti ricopre le mani. Fanno schifo le mani piene di morchione, si vedono affiorare le impronte digitali, così che tutti sanno chi sei, o cosa sei diventato.
Battista si lava le mani e sorride senz'allegria, tanto quel maledetto morchione di merda non se lo leverà mai dalle palle, anche di sabato quando chiude bottega o di domenica, giornata dedicata interamente al riposo, le tracce di quel nero schifoso si noteranno sempre, faranno capolino da sotto le unghie e daranno testimonianza di quello che è, un meccanico di merda in un quartiere popolare di Livorno.
Non ha voce Battista, ha urlato troppo in questi giorni di attesa, qualcosa l’ha fatto gridare, l’ha spinto ad urlare al mondo isterico la speranza, quella sì, tutta intera e rotonda, quasi perfetta.
Quando avrai letto questo testo ti preghiamo di inviarci il tuo commento tramite email o utilizzando l'apposita pagina a questo link:
MODULO